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17/03/2016

Cos'è l'Umbanda

Umbanda è una religione moderna, fondata in Brasile all'inizio del 20º secolo. È una religione eclettica, che ha preso elementi da vari rami religiosi, e di carattere sincretico (un sistema filosofico o religioso che cerca di riconciliare dottrine diverse), che combina il suo pantheon di divinità sotto le forme della religione prevalente (cristianesimo cattolico).

Definizione di Umbanda

Cos'è l'Umbanda
Umbanda o "spiritualismo Umbanda" è una religione spiritista ed esoterica, che combina elementi dello spiritismo (kardeciano) e occultismo (orientale), insieme alla religione africana (Bantu) e americana (Tupi), tra gli altri.

Storia dell'Umbanda

I valori religiosi africani fondamentali sono antichi, ereditati da culture religiose pre-cristiane. La cultura afro-brasiliana ha iniziato un sincretismo tra cattolicesimo, culti afro, cultura nativa e dottrina spiritista kardeciana. Condivide forse regole o principi delle religioni orientali (buddismo e induismo), ma per ragioni forse temporali o geografiche, una credenza nativa che si è evoluta in diverse aree, mantenendo quasi intatti i suoi principi; così è possibile trovare somiglianze o corrispondenze nelle basi o nei principi di credenze e anche in quelle cosiddette "magiche" negative.

Nei loro templi, il male comunemente chiamato "magia", ovvero energie negative, viene combattuto e annullato da entità che si manifestano nei loro medium.

Primo ramo

Formato dagli spiriti nativi che vivevano prima dell’arrivo dei conquistatori stranieri. Quegli spiriti già conoscevano il fenomeno dell’incorporazione dei medium, come praticato dallo sciamanesimo nelle loro cerimonie. Credevano già nell’immortalità dello spirito, nell’esistenza del mondo soprannaturale e nella capacità dei "morti" di interferire nella vita degli incarnati.

Secondo ramo

I culti africani, senza contatto con i nativi brasiliani, avevano le stesse credenze, ma più elaborate e molto meglio definite. I loro sacerdoti praticavano rituali e magie per bilanciare le influenze del mondo soprannaturale e dell’aldilà, nonché per mantenere l’equilibrio tra le persone. Credevano nell’immortalità dello spirito e nel potere su chi è incarnato, arrivando a creare un culto per loro (il culto di Egúngún del popolo Yorùbá). Veneravano anche gli antenati tramite rituali elaborati, tuttora praticati, che costituiscono uno dei pilastri delle loro credenze religiose. La loro cultura veniva trasmessa oralmente di padre in figlio, sotto forma di leggende, preservando antiche conoscenze come la creazione del mondo, dell’uomo e eventi simili al diluvio biblico. I culti Umbanda della nazione africana ereditarono un Pantheon divino, presieduto da un essere supremo e popolato da divinità esecutrici al suo fianco, oltre ai loro assistenti celesti che aiutavano nella realizzazione del mondo materiale.

Terzo ramo

Formato da Kardec, che incorporò spiriti di indigeni, ex schiavi neri, orientali, ecc. Questo ramo è chiamato "Umbanda Bianca", nato sul modello spiritista ma che accoglieva manifestazioni di caboclos, pretos-velhos e bambini. Questo ramo si pone come mezzo termine tra spiritualismo e gli indigene e afro-cultivati, poggiandosi sulla dottrina cristiana ma adorando valori religiosi ereditati dai popoli americani e africani. Non aprono i loro culti con canti e tamburi, bensì con preghiere a Gesù. I suoi membri sono identificati come "Umbandistas cajones".

Quarto ramo


In Umbanda, l’uso della magia positiva o magia bianca è diventato parte integrante della religione, risultando impossibile separare opere spirituali pure da opere magico-spirituali, così come opere religiose; è molto comune la presenza di magia nera in questo ramo.

Il sincretismo religioso, in cui la religione cattolica forniva immagini da collocare sugli altari, ha facilitato il processo di transizione da cattolici a praticanti Umbanda.

Espansione

Il culto è cresciuto rapidamente nella seconda metà del 20º secolo, soprattutto tra la popolazione nera: nel 1960 c’erano 50.000 terreiros in Brasile, che salirono a 300.000 nel 1980. In quel decennio, in Uruguay si contavano 300 terreiros (case di culto) e in Argentina 200. Fino alla seconda metà del 20º secolo, tutte le religioni afro-brasiliane erano considerate criminali dal governo brasiliano e subivano repressioni periodiche.
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